La vita oltre il dolore

La fibromialgia (FM) è una patologia cronica caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso, si può parlare anche di sindrome fibromialgica (SFM), dato che il dolore è affiancato ad una vasta e rilevante costellazione sintomatologica extra-scheletrica ad andamento notevolmente variabile da individuo a individuo. Questa comprende sintomi quali senso di stanchezza, debolezza o mancanza di energia, disturbi del sonno, rigidità...

La fibromialgia (FM) è una patologia cronica caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso, si può parlare anche di sindrome fibromialgica (SFM), dato che il dolore è affiancato ad una vasta e rilevante costellazione sintomatologica extra-scheletrica ad andamento notevolmente variabile da individuo a individuo. Questa comprende sintomi quali senso di stanchezza, debolezza o mancanza di energia, disturbi del sonno, rigidità muscolare e alterazioni della sfera cognitiva. Il trattamento per la fibromialgia include sia terapie farmacologiche, che hanno dimostrato talvolta di non essere risolutive, e terapie non farmacologiche, dove possiamo trovare la pratica della Mindfulness specifica per il trattamento dei dolori cronici. La Mindfulness è prima di tutto un modo di essere, un’attitudine, è accorgersi di cosa succede in noi, al di fuori di noi; solo successivamente è un insieme di protocolli da mettere in pratica.

Il protocollo Mindfulness per il trattamento dei dolori cronici è stato perfezionato da Jackie Gardner-Nix nel 2002, partendo dal protocollo di Kabat-Zinn, ed è il Mindfulness-Based Chronic Pain Management (MBCPM), grazie al quale i pazienti sviluppano varie abilità per cambiare il loro rapporto con dolore, la sofferenza e lo stress, assimilando nuove “abitudini” che comportano cambiamenti neuroplastici nel cervello e così imparare a gestire meglio i dolori e gli effetti nella loro quotidianità.

Si ritiene che la Mindfulness sia in grado di determinare una significativa riduzione della sofferenza fisica intervenendo in maniera utile su alcuni processi cognitivi ed emozionali. Secondo gli studi di Williams pubblicati nel 2010, il sistema cognitivo incorpora le nuove modalità di relazione con l’esperienza e dà luogo ad effetti che si traducono in due importanti fattori terapeutici: il primo con la capacità di fermarsi e di lasciare andare le sensazioni, i pensieri e le emozioni, aumentando gradatamente la capacità di non entrare nelle reazioni automatiche mentali e di controllare le risposte disfunzionali che caratterizzano il proprio malessere; il secondo con l’ accettazione consapevole del momento attuale, della propria mente e di se stessi favorendo il decentramento dalla propria esperienza, l’interruzione dell’abitudine, del ricorso involontario al pensiero automatico e all’abitudine giudicante, rispetto all’attenzione libera e profonda e specialmente libera da illusioni riguardo al presente (uno degli aspetti maggiormente terapeutici della Mindfulness). L’aumento dell’accettazione si correla così ad un diminuzione della sgradevolezza della sintomatologia dolorosa che sembra possa essere associata ancora ad un aumento delle emozioni positive e a un decremento delle emozioni negative.

Di fatto è stata clinicamente osservata una significativa riduzione della percezione del dolore dopo un breve addestramento Mindfulness, i risultati dimostrano che alcuni effetti benefici possono essere osservati dopo appena quattro giorni di training di almeno venti minuti ciascuno.

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